A Palla Ferma: l'esordio negativo del Mantova in casa del Monza

I giudizi affrettati non portano da nessuna parte. Attenzione però. Sia quelli negativi a priori, sia quelli ottimistici sulla base del fatto che Possanzini e Botturi, assieme ai giocatori che hanno acquistato, comunque porteranno a migliorare le cose. Solo perché si è stravinto un torneo di C e ci si è salvati, seppur con qualche patema, in B. Il calcio è fatto per essere smentito ed ogni momento di una nuova stagione va analizzato con attenzione, riflessione e la giusta dose di critica, purché costruttiva. Questo se si vuole parlare avendo la pretesa di contribuire alla causa.

 

Le amichevoli lasciano il tempo che trovano, le prime due gare ufficiali hanno evidenziato problemi che esistono e vanno affrontati. Conta poco che si sia giocato in Coppa Italia col Venezia ed in campionato col Monza, due retrocesse dalla A. La qualità delle avversarie è indubbia però occorre guardare in casa nostra. Anche lo scorso anno si perse a Reggio Emilia col Sasuolo ma il Mantova sembrava avesse un altro atteggiamento. Concedeva qualche occasione agli avversari però era altrettanto rapido nei capovolgimenti di fronte ed ogni volta creava almeno tre-quattro occasioni. Magari le sbagliava tuttavia dava impressione di coraggio, un pizzico di spavalderia e di ordine tattico. Tutte cose che al momento sembrano solo abbozzate in casa virgiliana. Certo, mancano 37 gare e c’è tutto il tempo per rimediare con una stagione strepitosa. Però inutile chiudere gli occhi e negare che oggi, 24 agosto, la situazione sia quella.

 

Oggettivamente nel progetto tattico di Possanzini poco a poco, negli ultimi due anni, sono cambiati tanti pezzi. Soprattutto nel recente mercato sono partiti elementi, Burrai su tutti, che al di là dell’età avevano carisma da vendere. Rimpiazzati da gente che si deve inserire nel meccanismo consolidato del tecnico marchigiano. Il problema sembra proprio quello. I nuovi arrivati, tanti, non sembrano avere interiorizzato le dinamiche di questo gioco. C’è tempo e spazio perché si possano integrare e costruire un Mantova più solido e vincente come da obiettivi di campagna di mercato. Ma c’è anche tempo per verificare se non sia il caso, dopo due anni e a fronte di nuovi innesti, di modificare qualcosa per il bene del Mantova e per la classifica. Quindi…niente drammi ma neppure chiudere gli occhi di fronte alla realtà. Qualche problema c’è e va risolto.

A.S.

 

N.B. Fotografia pubblicata su gentile concessione di Mantova 1911 che ne detiene la proprietà

 

 

 

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