Anche a mente serena, a meno di 24 ore dalla sfida di Pescara, la sensazione che rimane è quella di due punti persi. Che sarebbero stati molto importanti, se non fondamentali, sulla tortuosa e difficile strada che conduce alla salvezza. È un vero peccato perché il Mantova ha fatto tutto nel modo giusto, ovvero ha approcciato la gara con personalità e pressing alto inducendo i padroni di casa a commettere errori ed a subire la manovra dei biancorossi che già nel primo tempo avevano costruito 3-4 occasioni da gol nitide passando in vantaggio su rigore di Ruocco e facendosi poi raggiungere per un eurogol dalla distanza.
Anche nella ripresa la squadra di Modesto tornava in campo con grande autorità e dopo il 2-1 confezionato dalla coppia Mensah-Ruocco sembrava in grado di gestire con discreta sicurezza il successo fino al termine. Invece su una palla lasciata filtrare in area arrivava il definitivo 2-2 che lasciava l’amaro in bocca al clan virgiliano
Del resto è inutile continuare a rimuginare che non porta da nessuna parte. Semmai è il caso, una volta di più, di analizzare quello che è funzionato e quello che non lo è provando a migliorare il più possibile in questo determinante mese di febbraio. Parlavamo di autorità ed in effetti soprattutto in trasferta il Mantova di Modesto sembra trovarsi quasi maggiormente a proprio agio. Gioca senza paura, a testa alta, e produce tanto dando sempre l’impressione di avere la partita in mano. È vero che in casa le ultime due partite sono state contro le corazzate Palermo e Venezia, ora è il caso di vedere nel delicatissimo scontro diretto di sabato al Martelli con il Bari se anche tra le mura amiche manterrà questo atteggiamento, punto di partenza per continuare ad inseguire il sogno della salvezza.
Quello che va indubbiamente corretta è la percentuale di errori sia davanti che dietro. Fare due gol fuori casa, per quanto in casa dell’ultima In classifica, è già un numero importante e dovrebbe essere sufficiente per portare via i tre punti. È evidente però che quando se ne ha l’opportunità occorre andare a segno ulteriormente altrimenti capita come a Pescara che basta uno svarione in area per complicare tutto. Come sempre i risultati sono il compendio generale del lavoro di squadra, non di un solo reparto. Dunque prendiamo quello di Pescara come un avvertimento decisivo per non doverci poi trovare a rimpiangere i punti persi
D’altra parte Mister Modesto, se guardiamo, sta ancora puntando sui giocatori avuti in eredità da Possanzini: a Pescara solo Bardi e Gonçalves facevano parte dei nuovi acquisti, i restanti 9/11 della formazione titolare erano quelli della rosa di inizio anno. Ovvero, senza colpevolizzare nessuno, elementi che nel bene o nel male avevano portato il Mantova sul fondo della classifica dove peraltro è ancora. Per qualità, tecnica e tattica non sempre straordinaria e comunque da migliorare. Domani finirà il mercato ed il mister avrà finalmente modo di lavorare sul suo gruppo definitivo facendo le scelte tra il troncone iniziale e i tanti nuovi arrivati. Nelle ultime 16 gare sia l’allenatore che i giocatori dovranno fare il possibile per sbagliare di meno e dare qualcosa di più. D’ora in avanti davvero ogni lasciata sarà persa. Un gol fallito, una palla persa a centrocampo, un errore in difesa e tra i pali rischierebbe di essere deleterio. Soprattutto con una classifica che impone una rimonta e quindi un filotto di risultati e vittorie che diano una svolta. Guardate la graduatoria, metteteci due punti in più di ieri e vedrete che il Mantova sarebbe addirittura salvo senza playout. Avanti quindi a testa bassa e con la grinta di chi vuole centrare assolutamente il proprio obiettivo. Fino alla fine. I processi, lo ribadiamo, si faranno a stagione conclusa
A.S.
N.B. Fotografia pubblicata su gentile concessione di Mantova 1911 che ne detiene la proprietà
