Ci è arrivato, con tre anni di ritardo per l’abbandono di Mancini dalla Nazionale ed il susseguente ingaggio di Spalletti e del suo staff, ma ci è giustamente arrivato a coronamento di una carriera costruita dalla base.
Alberto Bollini, fresco 60enne di Poggio Rusco, è il vice allenatore dell’Italia del calcio che cerca una radicale rinascita. Scelto appositamente per la sua grande conoscenza del mondo giovanile a 360 gradi. Chi conosce Bollini e la sua storia sa che lo sport ha sempre fatto parte della sua vita. Iniziando da atleta ragazzino nella Libertas Mantova, passando attraverso decine di corsi di istruttore, ai camp estivi in Romagna fino a completare il percorso diventando professore di educazione fisica. Parallelamente giocava nelle giovanili della Poggese ma quando si rese conto che con calciatore non sarebbe decollato, ben presto si mise dall’altra parte. Cominciando dal basso, ovvero dalla Massese di Massa Finalese dove vinse poco più che ventenne da allenatore il campionato di Terza Categoria. Poi un piccolo salto a Crevalcore, a quei tempi in C, sempre tra i ragazzi ma con uno sguardo anche alla preparazione atletica.
Fu nel Modena, sul finire degli anni 90 che ebbe l’opportunità di sedersi per la prima volta su una panchina dei grandi. Da lì il primo passaggio alle giovanili della Lazio: quattro anni importanti dove vinse il primo, storico scudetto Primavera dei bianco celesti. Fu di nuovo tentato dall’esperienza dei grandi ma le due stagioni in C tra Igea Virtus e Valenzana non furono esaltanti. Il suo vero mondo erano le giovanili e così tra Sampdoria, Fiorentina e di nuovo Lazio (2006/2014) vinse di nuovo un tricolore con la Primavera del club romano perdendo due finali con Sampdoria e ancora Lazio. Un subentro in B a Lecce, il sodalizio con Reja all’Atalanta, altri sei mesi alla Salernitana ed una sfortunata esperienza col nuovo Modena in D dove perse la finale promozione con la Pergolettese.
Dal 2019 l’ingresso nel Club Italia, tra Under 19 e Under 20, con la perla dell’Europeo di Malta nel 2023. Molto legato alle sue origini ed al territorio, ora gli si presenta l’ occasione della vita. In bocca al lupo, Alberto. Tutta Mantova è con te.
