A Palla Ferma: la magia di Marras non deve ingannare, il Mantova non é ancora guarito

Potenza del risultato e del punto agguantato in extremis. Non scopriamo l’acqua calda dicendo che nel calcio le analisi a posteriori sono necessariamente condizionate da quanto accade fino al fischio finale. Contro il Palermo un attimo prima dell’eurogol di Marras il pubblico del Martelli si stava preparando comunque ad assistere all’ennesima sconfitta interna stagionale. Qualcuno stava già rimpiangendo Possanzini dopo averlo criticato per mesi per il suo gioco dominante ma poco produttivo: “almeno con lui avevamo un’identità” -sentenziava gente dagli spalti. “Con Modesto si corre tanto ma la squadra non ha gioco” -dicevano altri. Poi d’improvviso l’invenzione da fuori area dell’esterno ex Caldiero ha riportato un pizzico di fiducia, ha mosso la classifica e inevitabilmente costretto a rivedere determinati giudizi.

 

Attenzione però. Non vogliamo dire che tutti i discorsi siano da cestinare. Ognuno giustamente la vede dal suo punto di osservazione e le critiche ci stanno. È indubbio che il Mantova contro il Palermo abbia fatto fatica: tanta corsa, tanta voglia di non mollare ma anche grande difficoltà nel superare i diretti avversari e nel mettere in mezzo palloni ficcanti per le punte. Del resto la squadra siciliana ha un costo ed un peso specifico diverso, è ricca di qualità superiore ed è stata costruita per vincere il campionato. I biancorossi ora come ora assomigliano ad un malato che sta provando a fare la migliore riabilitazione possibile consapevole che bisogna farla in fretta. Perchè siamo arrivati al giro di boa del torneo e ogni partita vale sempre di più in ottica salvezza. Si sapeva che Mister Modesto ha un gioco diametralmente opposto a Possanzini e pure che il mercato estivo era stato in larga parte sbagliato. Ma se si è deciso di intraprendere questa strada, pur sapendo i rischi che avrebbe comportato, ora non resta che restare attaccati a quanto di buono si è visto sperando poi che dal mercato arrivi qualche elemento in grado di spostare gli equilibri. Soprattutto in attacco dove ora come ora i biancorossi sono anemici e per nulla cinici.

 

I numeri non mentono quasi mai. Il Mantova di Modesto ha dovuto attendere tre partite intere (270 minuti più recuperi) per realizzare la sua prima rete, oltretutto su una prodezza personale. Al di là delle differenze di qualità delle squadre, con l’Empoli si era costruito un discreto numero di occasioni, con la Carrarese meno, col Palermo praticamente poco o nulla. Il dato nettamente migliore riguarda invece la difesa che seppur in sofferenza per mancanza di giocatori (Paoletti è stato inventato centrale) ha incassato soltanto due reti in tre gare. Dando comunque in generale l’impressione di soffrire di meno e non rischiare mai le imbarcate di inizio stagione. Questione di maggiore copertura generale sicuramente, dato che per ora i giocatori sono per lo più gli stessi.

 

Insomma non è il caso di andare per il sottile. Serve solo ed esclusivamente la salvezza e non occorre avere la puzza sotto al naso. La speranza è che in poco tempo, ovvero un mese scarso, il nuovo tecnico riesca ad assemblare vecchi e nuovi in un meccanismo che produca punti. Con corsa, attenzione, applicazione, determinazione e precisione. È inevitabile che serve ancora qualcosa dal mercato per migliorare qualità e fisicità. È arrivato l’attaccante esterno Buso dal Catanzaro però a nostro avviso c’e bisogno anche di un ariete centrale che veda la porta. Come di un difensore esperto e di personalità, un esterno sinistro di gamba e pure un regista dai piedi buoni che sappia anche digrignare i denti. Il tutto dovrà poi essere condito da una dose abbondante di cuore. Ma quella, da come si è intuito, in buona misura esiste già.

A.S.

 

N.B. Fotografia pubblicata su gentile concessione di Mantova 1911 che ne detiene la proprietà

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