Per fortuna che il Venezia non lo incontreremo più sulla nostra strada per quest’anno. Sia con la costruzione dal basso di Possanzini che con il confronto a duelli di Modesto, i lagunari di Stroppa sono apparsi ingiocabili per il Mantova. Divario di qualità troppo alto tra una squadra creata senza dovizia di mezzi per tornare in A ed un’altra sbagliata in fase di mercato estivo ed ora affannosamente alla ricerca di una quadratura nuova per una salvezza che resta difficile e complicata. Anche se non impossibile.
Al di lá del netto passivo, forse un pizzico troppo pesante per la generosità dei biancorossi, per un’ora si è visto un Mantova da corsa. Con lo spirito della B, il coraggio di giocarsela senza paura, la determinazione di provare a tenere in bilico il risultato prima di lasciare spazio alla legge del più forte. Nel primo tempo, terminato solo 2-1 per il Venezia, e ad inizio ripresa i biancorossi di Modesto hanno creato almeno 4 occasioni nitide per passare in vantaggio e/o raggiungere il pareggio. Poi gli errori ed un po’ di sfortuna per una condizione fisica approssimativa dei nuovi arrivati hanno fatto la differenza a favore di una corazzata che non vediamo come non possa raggiungere il traguardo della Serie A.
Ma vale la pena guardare in casa nostra, visto che il Mantova è atteso da un ciclo ravvicinato di 6 incontri almeno 5 dei quali scontri diretti. Si comincia sabato 31 a Pescara, poi in casa col Bari, infrasettimanale a Reggio Emilia, nuova trasferta a Catanzaro e poi doppia sfida al Martelli con Sampdoria e Carrarese. Non che il nostro campionato si deciderà a febbraio ma quasi. Come dice saggiamente Modesto queste squadre vanno affrontate una alla volta, senza fare tabelle. Mettendo in campo l’agonismo e la voglia di vincere esibita con il Venezia, limando però nei dettagli quello che deve essere migliorato. Perché in queste sfide davvero gli errori rischiano di diventare irreparabili. Non sempre le rivoluzioni di gennaio pagano, si è scelta questa strada e bisogna completare l’opera. Con un attaccante che veda la porta ed un difensore esperto e carismatico. Almeno. Poi chiaramente starà all’allenatore il compito non facile di assemblare tutto in una squadra che in 16/17 gare riesca a centrare l’obiettivo. Qualcosa si è intravisto anche se non è abbastanza. Inutile già adesso fare dietrologie. Avanti a testa bassa con fiducia. I processi si faranno a maggio. Sperando di avere la salvezza in tasca.
A.S.
N.B. Fotografia pubblicata su gentile concessione di Mantova 1911 che ne detiene la proprietà
