A Palla Ferma: il redivivo Bragantini può essere la carta vincente per la salvezza

Presentando la gara con la Sampdoria, porta d’accesso degli ultimi due mesi e mezzo di campionato ed a seguito della doppia sconfitta Reggio Emilia-Catanzaro, avevamo detto che d’ora in avanti sarebbero serviti solo punti. Al di là di come fossero arrivati, indipendentemente dal bel gioco o dal cinismo, per mantenere contatto con le dirette concorrenti in zona salvezza. In effetti con i blucerchiati il successo è giunto, pesantissimo, malgrado un primo tempo per nulla esaltante nel quale gli spettri della retrocessione si stavano facendo avanti sempre più concreti. Nella ripresa invece grazie soprattutto ai cambi di Mister Modesto e ad un atteggiamento complessivamente più attento, il Mantova ha ribaltato il risultato a proprio favore con una splendida doppietta del redivivo Bragantini che diventa una carta importante da giocarsi nel finale di campionato.

 

La Serie B, in fondo, è questa. L’organizzazione è importante ma lo sono ancora di più il ridurre al minimo gli errori, lottare con il coltello tra i denti, fare gol ed in qualsiasi modo portare a casa il risultato. Magari anche grazie ai colpi dei giocatori di maggiore qualità che, come spesso accade in ogni categoria, risolvono le partite da soli. Ci sarebbero tante cose da dire sul primo tempo con la Sampdoria. Dalla formazione un po’ inaspettata per le scelte di Modesto, dagli errori individuali in difesa (terzo gol subito nei primi 10 minuti in altrettante gare), fino a un Mantova confusionario ed arruffone che stava annaspando tra l’indredulitá e la rassegnazione dei propri tifosi. Ma le partite, si sa, durano oltre 90 minuti ed il pregio della squadra biancorossa, oltre alle sostituzioni del tecnico, è stato quello di rimanere aggrappata alla partita anche nei momenti peggiori. In attesa di una svolta che poi é arrivata con le prodezze di Bragantini. A quel punto si possono discutere, con i tre punti in tasca, gli errori di allenatore e giocatori ripromettendosi di non commetterli più.

 

Di sicuro nelle ultime 12 gare non è il caso di inventarsi nulla. È vero che c’è bisogno di tutti per sopperire a carenze o assenze per squalifiche e infortuni. È anche vero che Modesto deve valutare con attenzione e intelligenza gli ultimi arrivati dal mercato di gennaio per vedere come possono integrarsi e dare una mano ai compagni. Tuttavia ora come ora servono certezze o almeno occorre affidarsi per la gran parte a chi, nel bene e nel male, ha dato qualche garanzia maggiore. Parliamo di singoli, senza buttare la croce addosso a chi sabato ha debuttato in maniera non proprio positiva, ma anche come assetto tattico. Bisogna che i giocatori vengano schierati nel ruolo loro più congeniale in modo che a poco a poco la squadra assuma una propria identità. Le emergenze purtroppo ci sono e vanno gestite, quando invece si può pescare nel mazzo di una rosa più ampia riteniamo valga la pena schierare chi dá le maggiori garanzie.

 

Un discorso a parte merita Bragantini, vero artefice del successo. Con un gol letteralmente inventato da lui e l’altro finalizzando un’azione ben gestita da Buso. Il ragazzo fin dai tempi della C ha dimostrato talento innato, strappando all’ex Mister Possanzini paragoni forse esagerati con la Champions League. A gennaio di quest’anno, malgrado fossero giunte richieste, la società ed il Mister lo hanno trattenuto convinti che potesse tornare quello di un tempo dopo un lungo periodo di appannamento. Lui si è fatto trovare pronto, dopo il deludente primo tempo con la Reggiana, dando ragione a chi ha dimostrato di credere nelle sue grandi potenzialità. Ora però sta a lui, se vuole davvero fare il salto di qualità, insistere nel segno della continuità. Per sé stesso e per una carriera che potrebbe riservagli soddisfazioni inaspettate, per il Mantova ed i suoi tifosi che ora confidano anche nei suoi mezzi per raggiungere il proprio obiettivo.

A.S.

 

 

N.B. Fotografia pubblicata su gentile concessione di Mantova 1911 che ne detiene la proprietà

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