Sono passati 46 anni dall'improvvisa scomparsa di Gianfranco "Licio" Lizzari

Il tempo passa e talvolta dimentica ma compito dei cronisti è mantenere viva la memoria dei protagonisti. Il 31 marzo del 1980, ben 46 anni fa, avvenne la tragedia di Gianfranco Lizzari, ex giocatore del Mantova che morì prematuramente ad appena 27 anni.

 

Una storia che va raccontata anche ai più giovani che devono sapere e trasmettere valori del tempo andato. Gianfranco Lizzari era nato a Mantova il 25 luglio 1953. Come tanti ragazzi dell’epoca, iniziò per puro divertimento a giocare nelle squadre giovanili di città prima di essere visto dal Mantova ed approdare nel vivaio biancorosso. Centrocampista dai piedi buoni e dalla grande visione di gioco, venne mandato a svezzarsi in C a Prato nel 1973/74 con 26 presenze e 2 gol. Tanto basta per riportarlo a casa l’anno successivo sotto la guida del compianto Rino Marchesi: 19 presenze e 3 reti in un Mantova che sognava il ritorno in B dopo la clamorosa doppia retrocessione dalla A di un paio di anni prima. Non male per l’esile mezzala, che tra le altre cose aveva il pregio di essere un cecchino infallibile dagli 11 metri.

 

Particolare rilevante in una squadra biancorossa che anche per colpa dei tanti errori su rigore era sceso in C. Marchesi ebbe fiducia in Lizzari che lo volle anche nel 1975/76 nel suo Mantova: stagione da titolare per il “Licio” (in foto, il secondo in piedi da dx), con ben 36 partite e 6 gol realizzati. Lizzari fece amicizia in modo particolare con Erasmo Iacovone, altro destinato ad un futuro tragico, e Sergio Facchi. Tanto che i tre decisero in quell’anno di sposarsi e fare insieme alle rispettive giovani mogli il viaggio di nozze insieme in Spagna. Nel 1976/77 Lizzari é ancora nel Mantova targato mister Bonafin poi rilevato da Brenna. Il campionato della partenza sparata in vetta fino alla cessione novembrina di Iacovone al Taranto che spense ogni illusione. Per la mezzala comunque 28 gettoni e 4 reti, ovvero un torneo più che dignitoso. L’anno dopo, in un Mantova che si stava rinnovando sotto la guida di mister Tomeazzi, Lizzari venne ceduto in prestito al Crotone in C dove scese in campo ben 26 volte senza però segnare. Ma al “Tom” la gente dai piedi buoni piaceva cosicché Lizzari tornò nel 1978/79 disputando però solo 6 partite per problemi fisici. Saranno le ultime di una carriera nel Mantova con 89 presenze e ben 13 reti. Il destino purtroppo era in agguato: nel 1979/80 venne ceduto al Carpi dove disputò 8 partite realizzando una rete prima di fermarsi per una lesione muscolare. Sembrava un guaio di routine ma Lizzari non riusciva a guarire, di conseguenza si decise di intervenire chirurgicamente per ridurre il guaio e risolvere definitivamente il problema. Tutto nella norma, tra l’operazione che si svolse con successo ed il conseguente gesso che all’epoca era di prammatica. Il dramma accadde improvvisamente al momento di togliere la doccia gessata: nel giro di poche ore nel corpo dello sfortunato giocatore partì un embolo improvviso che lo stroncò, sotto gli occhi attoniti e disperati della moglie. Un evento tragico e inaspettato che ancora oggi, a distanza di tempo, sembra incredibile. “Persi un amico di adolescenza con il quale ero cresciuto –ricorda lo storico massaggiatore Bruno Brindani– un ragazzo d’oro con cui avevamo condiviso tante belle esperienze. Il tempo passa ma il suo ricordo per me resterà indelebile per sempre”.

A.S.

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