Mantova 1911 – c’è ancora molto da lavorare

L’esaltante cavalcata fatta da gennaio a maggio 2017 dal generoso Gabriele Graziani alla testa dei suoi ragazzi che con grande professionalita’ hanno salvato sul campo la Serie C, è stata resa vana questa estate dall’ennesimo fallimento societario ( il quarto negli ultimi 35 anni) , purtroppo da noi ampiamente previsto in tempi non sospetti e non per semplice spirito di contraddittorio ma per la presenza di dati oggettivi che non facevano prevedere nulla di buono.

Si è quindi ripartiti da una categoria inferiore , quella Serie D evitata appunto dai biancorossi nel torneo scorso,  con la discesa di un “solo” gradino, contrariamente a quanto verificatosi nei precedenti fallimenti che hanno portato al declassamento di 2 categorie .

La nuova dirigenza è stata “nominata” con gara pubblica indetta dal Comune, anche se qualcuno ha sollevato diverse perplessita’ su modi e termini di aggiudicazione del mandato, ma non saremo certo noi a giudicare questo. Noi intendiamo giudicare il solo e semplice fatto sportivo, e come inizio dobbiamo dire che le perplessita’ sono molte per non dire troppe, al di là della sconfitta subita nel primo turno di campionato ad opera della Virtus Vecomp VERONA ( sottolineiamo la TERZA squadra di Verona….).

Perplessita’ derivanti da una gestione della formazione perlomeno discutibile, con la mancata conferma di mister Graziani e di atleti quali Raggio Garibaldi , Guazzo, Gargiulo, Bonato che avevano dato una loro disponibilita’ di massima seppur in categoria inferiore. La nuova dirigenza del Mantova 1911 (nuova denominazione) ha deciso di fare tabula rasa , rivolgendosi ad un mister arrivato dal Sud , con relativo codazzo di arrivi di giovani di belle , ma tutte da esprimere, speranze.

I tifosi hanno dato una grandissima dimostrazione di fiducia , sottoscrivendo oltre 1000 abbonamenti, ma ora si aspettano risultati e vittorie, perchè il calcio non è fatto da Bandi di gara, scartoffie e parole, è fatto da risultati, organizzazione e serieta’, tutti fattori per i quali la nuova dirigenza deve ancora dare una risposta concreta pur concendendole il beneficio del tempo e del dubbio.