Mantova FC ai titoli di coda…sia sportivi che no



Di seguito il comunicato dei giocatori del Mantova Fc, pubblicato sulla stampa locale, riguardo il mancato pagamento degli stipendi da Dicembre 2016:

Società da mesi inadempiente
L’Associazione Italiana Calciatori insieme alla prima squadra del Mantova F.C., con il presente comunicato intendono fare luce brevemente sulla situazione attuale del Club.
La società è da mesi inadempiente nel pagamento degli emolumenti contrattuali dei calciatori; l’ultimo stipendio saldato risale alla mensilità di dicembre 2016.
Nessun tesserato della squadra percepisce guadagni tali da permettere, in presenza di una morosità così consistente, il pagamento degli affitti e il mantenimento delle proprie famiglie.
“Ciò nonostante, ribadiamo ancora una volta che non ci tireremo indietro e che non verranno a mancare il nostro impegno e la nostra professionalità in vista dell’ultima importante partita della stagione. Ci assumiamo le nostre responsabilità e lavoreremo al meglio concentrandoci sulla gara di domenica; convochiamo idealmente tutti i nostri tifosi e la città intera al Martelli perché, nonostante le difficoltà, vogliamo raggiungere insieme l’immediata salvezza”.

I giocatori del Mantova F.C.”

Questo quanto scritto dai giocatori della gloriosa squadra biancorossa impegnata domenica prossima nell’importante incontro al Martelli contro il Sud Tirol  che , se vinto, vorrebbe dire salvezza. Ma sarà vera e propria salvezza? Questo ci chiediamo noi insieme alle migliaia di tifosi biancorossi che da mesi, per non dire anni , assistono a delle vergognose pantomime  di dirigenti avvicendatisi con proclami e tante “belle” parole, quasi mai tramutatesi in fatti.

Di chi la responsabilita’ di tutto questo schifo? Andiamo indietro nel tempo nel 2010 quando l’allora Comune di Mantova incarico’ ufficialmente la cordata composta da Bompieri, Tirelli, Castagnaro ( Mantova United), e Giovanardi di risollevare il calcio cittadino dopo la retrocessione dalla Serie B ed il seguente fallimento. Da subito per voglia di protagonismo di qualcuno, nacquero le prime incomprensioni, con Castagnaro, osteggiato da Bompieri e Tirelli ma non da Giovanardi, che “tenne botta” per quasi due anni per poi essere OBBLIGATO a lasciare il passo ad un certo Fama’ da Parma . Anche costui non fu ben digerito dall’establishment biancorosso ed ecco la caccia al socio ( che stesse zitto pero’… versando il denaro ma che non rompesse i cosiddetti), con l’avvicinarsi alla societa’ di personaggi di dubbio spessore quali Di Pasquale, Platinum, Passera, Esposito, fino a definire un accordo con Lodi da Verona arrivato in pompa magna con tanto di veline al seguito, ma squagliatosi in breve tempo dopo aver capito l’antifona di Viale Te e lo scarso supporto avuto da chi gli aveva fatto promesse di collaborazione in società. Ed ecco spuntare tale Di Matteo, imprenditore edile, coinvolto nel “progetto” biancorosso made in Bompieri e Tirelli. Risultato: dopo nemmeno sei mesi anche Di Matteo se ne va ed ecco spuntare dal cilindro magico i bresciani da Rezzato che, dopo aver sbandierato assegni a sei zeri per comprare il Brescia non riuscendovi, entrano in pompa magna nella società biancorossa con i vecchi soci che rimangono in minoranza ben felici di essersi liberati di un “magone” ( si signori per qualcuno di loro il Mantova era un magone ). E siamo ai giorni nostri con bresciani che delusi degli scarsi risultati ottenuti e della contestazione della piazza, dichiarano di voler cedere il passo ma SOLO A PERSONE SOLVIBILI!!! Ed infatti ecco spuntare dall’Urbe una “cordata” di romani capeggiata dalla ditta Zoldan ( che poi smentirà il coinvolgimento minacciando querele) e con la presenza di personaggi già facenti parte di altre avventure sportive calcistiche finite decisamente male. Da Gennaio 2017 sono susseguite dichiarazioni di circostanza, improntate all’ottimismo anche sull’onda dei risultati sportivi migliorati grazie anche al buon lavoro del DS Signorelli  (dimissionario pure lui dopo soli due mesi ). E siamo arrivati a quanto sopra, con gli altarini che si sono scoperti e con una societa’ che non esiste, se non a livello di facciata. Vogliamo troppo bene al Mantova per pensare che si vada verso un ulteriore fallimento , ma purtroppo i sentori e gli avvenimenti delle ultime settimane, con giocatori, fornitori e dipendenti NON PAGATI, non fanno certamente sperare nella salvezza societaria.

Indipendentemente da come andra’ a finire domenica prossima sul campo, la partita piu’ importante sarà quella che si giocherà nelle prossime settimane, sperando di non dover giocare i playout, ed allora chi vorra’ veramente il bene della casacca biancorossa , siano essi imprenditori SERI od amministratori dovrà metterci la faccia, viceversa il calcio a Mantova potrebbe veramente avere una fine.

“Ludovico Gonzaga” Duca di Mantova