Virginio Araldi (Robur Marmirolo): "Stiamo andando oltre le più rosee aspettative"

Un’intervista da sola non basterebbe per ripercorrere la lunghissima carriera fra campo e panchina di Virginio Araldi, classe 1961, attuale tecnico della Robur Marmirolo capolista in Terza categoria a punteggio pieno dopo cinque giornate. Ma a una cosa tiene in particolare, ovvero il suo importantissimo record di cui molti non sono a conoscenza: “Sono il più giovane giocatore del Mantova -sorride- ad avere segnato un gol nei professionisti: avevo 16 anni ed era il campionato di Serie C nel lontano ottobre 1977. Mi piacerebbe che qualcuno riuscisse a batterlo ma al giorno d’oggi è sempre più difficile che un ragazzo a quell’età possa trovare spazio in Prima squadra”.

 

ROBUR A FORZA 5

“Finora -sottolinea Mister Araldi– abbiamo superato le più rosee aspettative, la società ci è molto vicina, l’ambiente è sano e vedo nei ragazzi grande impegno, dedizione e attaccamento alla maglia. Il nostro obiettivo è quello di ben figurare e la partenza è stata ottima ma sappiamo che ci sono formazioni sulla carta più attrezzate, vedi Don Bosco, Moglia e Juniors Cerlongo. Contro quest’ultima, ho visto la migliore Robur di quest’inizio di campionato: è stata una bella partita e siamo riusciti a battere un avversario di grande valore. Speriamo di continuare così anche se la situazione si è complicata domenica scorsa perché per infortunio abbiamo perso ben tre elementi a centrocampo”.

GIRO D’ITALIA

Dopo l’exploit della stagione 1977/78, la carriera del giovane attaccante biancorosso sembrava destinata a decollare verso grandi palcoscenici. “Ero uno dei sedicenni più promettenti d’Italia -ricorda l’allenatore della Robur– e infatti mi cercarono società di Serie A fra cui l’Inter, poi il Mantova mi cedette al Genoa dove purtroppo non riuscii a debuttare in Serie B. C’è da dire che avevo la strada chiusa da Oscar Damiani e Bruno Conti e che all’epoca in panchina andavano solamente due giocatori, insomma non ho avuto fortuna. E dall’anno successivo, il club rossoblù mi ha girato in prestito diverse volte e quindi ho cominciato a girare l’Italia: Avellino, Cagliari, Cremonese, Fanfulla, Carrarese, Livorno, Trento, Sanremese e Legnano per un totale di 205 presenze e 46 reti fra Serie C, C1 e C2”.

DILETTANTI

“Nel 1987 -prosegue- Bruno Dal Bosco mi chiamò al 3B Porto Mantovano dove rimasi tre stagioni prima di approdare alla Correggese in cui, fra campo e panchina, ho fatto in tutto dieci anni. Ma con la parentesi di Suzzara dove ho chiuso la carriera da calciatore vincendo il campionato di Prima per poi fare ritorno a Correggio (RE)”. “Qui era già maturata l’idea di allenare -aggiunge Araldi- perché avevo già ricoperto il doppio ruolo e quindi ho fatto la scelta definitiva. Siamo arrivati allo spareggio per l’Interregionale perso ai rigori contro la Casalese, successivamente ho collezionato delle promozioni con la Serenissima e a Carpi. E ricordo con piacere la salvezza agguantata all’ultimissimo minuto quando allenavo il San Lazzaro”.

FONTI D’ISPIRAZIONE

“Da giovane -afferma Mister Araldi– mi sarebbe piaciuto diventare come Paolo Rossi, perché ero una punta tecnica, agile e veloce e come caratteristiche, fatte le debite proporzioni, un po’ assomigliavo a lui. Il più forte che ho incontrato è stato sicuramente Roberto Baggio quando giocava nel Vicenza, mentre il mio idolo da tifoso milanista fin dal midollo è Marco Van Basten, grandissimo centravanti come non se ne vedono più”.

Stefano Aloe

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