Porto, la carica dei 350. Allegri: "Sogno una prima squadra fatta in casa. Per noi il calcio è sport e educazione"

Prima genitore, poi dirigente, infine presidente. È un percorso lungo e intenso quello compiuto da Gianluca Allegri, guida del Porto dal settembre 2022, quando raccolse il testimone passatogli da Marco Venturini, scomparso a soli 57 anni. “Era una persona fantastica, un amico. Il nostro rapporto andava al di là dei ruoli. Arrivammo in società da genitori, al seguito dei figli, poi il coinvolgimento in società. Purtroppo se n’è andato troppo presto, è stato un dolore grande, ma sarà sempre con noi. Dopo la sua scomparsa ho accettato di portare avanti il suo lavoro, con la stessa filosofia”.

Quella che fa del Porto una realtà viva e frequentata, votata al lavoro certosino sul settore giovanile senza dimenticare una prima squadra che vuole ben figurare in Prima Categoria. “La nostra è un’azione innanzitutto sociale, volta a garantire ai ragazzi opportunità educative e di svago attraverso questo sport. Abbiamo dirigenti preparati e allenatori qualificati, perfino una psicologa che opera soprattutto in ambito adolescenziale. I numeri ci premiano, perché i tesserati, complessivamente, sono 350. La gestione su un unico impianto non è semplice, ma con un’organizzazione oculata riusciamo a trovare i giusti incastri. Il centro sportivo è abbastanza recente, costruito nel 2000. Non possiamo lamentarci”.

Anche perché il Comune collabora con il club e il territorio respira calcio. “Il Municipio ha fatto e farà investimenti sull’impiantistica. Era stata costruita anche una club house. Speravamo di poterla gestire, ma è stata affidata ad una realtà esterna con la quale auspichiamo di imbastire una bella collaborazione. Le spese energetiche spettano a noi al 30%. Non è semplice, ma le aziende del territorio ci aiutano attraverso le sponsorizzazioni e a risultare decisiva è l’opera dei tanti volontari, che dedicano tempo e passione al Porto. La gestione economica è molto oculata, i giocatori della prima squadra ricevono un rimborso, che varia in base alla distanza della loro residenza dal campo. In sede di mercato nessuna follia”.

La Promozione, ad oggi, rappresenta un sogno. “Diciamo che la Prima Categoria attualmente è la nostra dimensione. Le ambizioni non ci mancano, ma in caso di salto dovremmo strutturarci in altro modo. Pubblico? Ci seguono famiglie e amici. In paese ci sono anche pallavolo e basket, e il Mantova ormai è l’attrazione primaria. Il nostro obiettivo primario? Portare in prima squadra più giovani possibile. Ad oggi il 50% della rosa è venuto fuori dal vivaio. Nelle giovanili, invece, vogliamo riconquistare le categorie regionali e consolidarle”.

Il Porto, peraltro, è reduce da una beffa clamorosa. “Avevamo un gruppo 2008 molto forte, una squadra che vinse i regionali per poi consegnare questo livello, l’anno successivo, ai 2009. I 2008, però, dovevano continuare a giocare in ambito lombardo, non aveva senso retrocederli a un livello provinciale troppo basso per loro, così li girammo alla Cantera, che poteva garantire loro una dimensione di crescita più consona. Risultato? Avendo un buco nella filiera la Figc ci ha impedito di iscrivere i 2009 ai regionali. Il formalismo ha vinto sul bene dei ragazzi”.

Le collaborazioni sul territorio non mancano. “Ci sono bei rapporti con tutte le società del perimetro: Roverbellese, Marmirolo, San Lazzaro. Nel recente passato abbiamo collaborato anche con Mozzecane e Villafranca, poi c’è un filo diretto con il Mantova, dove approdano parecchi dei nostri piccoli talenti. Le nostre squadre, a rotazione, vengono accolte allo stadio Martelli. Per loro è una festa”.

Allegri, peraltro, è un tifoso biancorosso. “La Serie B ha portato una ventata di entusiasmo. La squadra sta facendo bene, ma bisogna sempre tenere alta la concentrazione perché affrontiamo una categoria difficilissima, dove basta poco per volare o per sprofondare. L’obiettivo è la salvezza e credo sia raggiungibile. Apprezzo molto gli investimenti fatti dalla società sulla riqualifica dello stadio. Le partite serali, con giochi di luci e show, sono diventate uno spettacolo e la cornice di pubblico è importante”.

Anche il Porto crede nell’importanza degli eventi, e si prepara a celebrare il ventesimo anniversario di fondazione. “La prossima estate vivremo senza dubbio dei momenti di festa. Stare insieme, riunirci, incontrare e formare i genitori su temi importanti per noi è un’abitudine. In occasione del ventennale daremo seguito al torneo estivo rendendolo ancora più coinvolgente”.

Ripensando al suo percorso presidenziale, Allegri analizza così vette e abissi. “I momenti più belli e quelli più difficili, spesso, si mercolano. Come nel caso dei play-out vissuti qualche anno fa. Sembravamo spacciati, ma centrammo 3 vittorie su 3. Fu una liberazione. Porto con me anche fotogrammi bellissimi relativi a vittorie di campionati giovanili, poi c’è tutto il capitolo relativo alle esperienze vissute da papà seguendo mio figlio”.

E ci sono i ricordi di un amico presidente da continuare a onorare, condividendo anche con lui i desideri più importanti. “Sogno una prima squadra con il 70-80% di giocatori provenienti dal settore giovanile, e di regalare a tanti ragazzi e alle loro famiglie esperienze di vita importanti, perché il calcio va oltre il pallone”.

Bruno Forza

 

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