Qualcuno forse si era illuso che il tonificante successo contro il Bari, oltre a dare un volto migliore alla classifica, avesse aperto la strada per un girone di ritorno meno sofferto da parte del Mantova.
Invece a distanza di appena tre giorni, nel derby di Reggio Emilia, la squadra di Modesto è apparsa incredibilmente involuta e vittima dei propri limiti. È così arrivata una sconfitta, ancora più grave perché rimediata contro una diretta concorrente e (senza offesa) apparsa tutt’altro che irresistibile. Di conseguenza resta una gara in meno da giocare, la classifica è tornata preoccupante e permangono dubbi fondati su quello che sarà in grado di fare il Mantova nella corsa alla salvezza.
Non si può parlare di crollo, però certamente di un paio di passi indietro. Capire il perché è materia tra lo psicologico ed il tecnico, dato che è parso netto che più che la Reggiana a vincere sia stato il Mantova a perdere. Dopo il gol-lampo di Charlys, lasciato libero di fare metà campo da solo prima della precisa conclusione vincente dalla distanza, i biancorossi sembravano poter avere le carte in regola per agguantarla e forse anche di ribaltarla. Invece i virgiliani pur prendendo in mano il pallino del gioco non sono andati oltre un’ora di sterile predominio fatto di passaggi laterali e orizzontali, mentre i lanci verticali sono stati spesso imprecisi e facile preda della difesa di casa. Per non parlare dei duelli, quasi mai vinti e rimasti a livello di pure intenzioni. Ma a mancare sono state anche l’intensità e l’aggressività che alla lunga avevano sfiancato il Bari. Quasi un ritorno, per certi versi, al Mantova di Possanzini con l’aggravante che le occasioni pulite sono state davvero poche. Si può chiamare in causa la condizione non eccellente di alcuni nuovi acquisti, ma questo è un dazio che si sapeva di dover pagare. E comunque non è l’unica causa visto che a deludere, singolarmente, sono stati anche atleti di lunga milizia in biancorosso e soprattutto la squadra nella sua totalità.
È comunque vero che alla resa dei conti il Mantova alla fine il pareggio lo aveva anche strappato, con quel gol di Marras annullato da Allegretta dopo il richiamo del Var per un più che discutibile contatto tra Mancuso ed il portiere Micai, mantovano di Quistello ed ex giovanili biancorosse. Sarebbe stato meritato, nel complesso e anche importantissimo nell’economia del campionato e della classifica, spostando o in ogni caso affievolendo le critiche negative sulla prestazione. Si sa però che oggi il calcio è condizionato, nel bene e nel male, da queste decisioni ed occorre accettarle perché non sono cose migliorabili e modificabili da mister Modesto. Il quale invece ha il solo compito di incidere, con le sue scelte e grazie al contributo dei giocatori, sulle prestazioni della sua squadra.
Peccato perché se a Pescara si erano lasciati per strada due punti, almeno si era mossa la classifica. Stavolta invece, ed è il secondo scontro diretto su tre che crea rammarico, bisognava fare di tutto e di più per portare a casa almeno un pareggio. Lo ripeteremo all’infinito: siamo nella fase calda della stagione e gli errori commessi rischiano di diventare letali. A livello globale: come approccio, come qualità, come esecuzione, come attenzione. Come squadra, in definitiva. La partenza ad handicap costringe il Mantova ad una difficile risalita. Nella quale si deve fare tutto il meglio che umanamente dipende dall’interno. Prestazioni come quella di ieri non sono accettabili perché serviva un altro mordente. Al netto delle potenzialità o meno di giocatori e tecnici. Attenzione quindi perché se si vuole la salvezza bisogna dare e fare qualcosa di più.
A.S.
N.B. Fotografia pubblicata su gentile concessione di Mantova 1911 che ne detiene la proprietà
