A Palla Ferma: per raggiungere la salvezza il Mantova deve fare tesoro degli errori commessi

Lasciare per strada due punti, contro una possibile diretta concorrente, facendosi rimontare negli ultimi 10 minuti e poi calciando sulla traversa in pieno recupero il rigore della probabile vittoria, è certamente deleterio. La rabbia e la frustrazione che montano vanno al di là di ogni commento tecnico, del come il Mantova abbia giocato e delle scelte diverse che avrebbe potuto fare Mister Modesto. Il calcio vive di punti, spesso di episodi, ed il successo nasconde o cancella situazioni negative. Almeno sul momento e soprattutto in uno scontro diretto. Viceversa il pareggio interno o una sconfitta finiscono per ingigantire i limiti e le analisi negative su quanto accaduto nell’arco del tempo di gioco.

 

Andiamo controcorrente e personalmente contro la Carrarese non abbiamo visto un Mantova così brutto. La squadra é questa, modificata, ritoccata, stravolta ed aspettarsi che cambi diventando quella che non é, e forse nemmeno può essere, rischia di portare fuori strada. Nel primo tempo dopo il gol lampo di Bragantini era lecito potersi attendere una reazione da parte degli ospiti: una partita che ha preso una piega inaspettata, per certi versi, e che ha visto il Mantova cedere spesso l’iniziativa agli ospiti affidandosi a qualche ripartenza per provare a chiudere il conto. Se togliamo la punizione dello specialista Schiavi dal limite sulla quale Bardi ha fatto buona guardia, non ricordiamo sofferenze particolari da parte dei biancorossi. Che invece sono andati vicino al raddoppio due volte con Buso ed hanno tenuto in apprensione gli apuani. Niente di trascendentale ci mancherebbe ma qui si tratta di capirsi. Sperare che la squadra di Modesto cambi pelle totalmente e diventi un meccanismo perfetto capace di mettere sotto tutti gli avversari è probabilmente pura utopia. Siamo stati i primi a criticare l’atteggiamento quasi rinunciatario e un pizzico molle mostrato dai biancorossi a Reggio Emilia. Dove pure nel finale avevano agguantato il pareggio poi annullato dal Var. Ieri la squadra ci è parsa viva, reattiva, certamente sbagliando qualcosa più del dovuto e fino al pareggio degli ospiti sembrava in grado di poter portare a casa l’importante successo. Purtroppo gli errori continuano a pesare e stavolta ne sono stati commessi almeno due, gol subito e rigore fallito, che hanno condizionato la partita. Cambiando in corsa tanti giudizi e relative conclusioni.

 

Evidentemente è un limite congenito che la squadra si trascinerà fino alla fine. Avevamo detto che gli sbagli avrebbero dovuto ridursi soprattutto negli scontri diretti. Invece tra Pescara, Reggiana e Carrarese si può tranquillamente dire che 4/5 punti sono stati persi. Dando alla classifica il volto attuale. Insomma restano poco più di due mesi, 11 partite e 33 punti in palio nei quali il Mantova si giocherà la salvezza. Facendo il meglio possibile e provando a raddrizzare una stagione nata storta e che continua ad essere complicata. La dietrologia su Possanzini, sulle scelte del tecnico attuale in funzione dei risultati è materia che non porta da nessuna parte. Certo, occorre richiamare tutti, dall’allenatore ad ogni singolo giocatore, a dare il meglio possibile e correggere tutto quanto è umanamente possibile. Poi il campo è sempre il giudice supremo e determina vittorie, pareggi o sconfitte. Attraverso le prestazioni di chi ci va, in campo. L’unica cosa da fare è dunque andare avanti provando a fare tesoro degli errori commessi. Senza fare tabelle ma dando il massimo partita per partita. Non vediamo altre vie per tentare di mantenere la Serie B.

A.S.

 

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