L’8 giugno 1986, ovvero 40 anni fa tondi tondi, il Mantova scriveva una delle pagine più rappresentative della sua storia.
Non tanto per il risultato in quanto tale, una promozione in Serie C1, quanto per la partecipazione popolare di una intera provincia che da troppi anni (15) non festeggiava un salto di categoria. Stiamo parlando del mitico spareggio di Piacenza contro l’Ospitaletto, terminato con il successo dei biancorossi per 4-3 ai calci di rigore. Furono ben 12mila i mantovani che presero d’assalto lo stadio “Galleana” di Piacenza per spingere il Mantova di Mister Giorgio Veneri alla promozione.
Un torneo di C2, il 1985/86, che vide i virgiliani partire fortissimo e poi, come troppe volte accadde, ebbero una frenata determinante. Nel finale una nuova impennata che permise in extremis di agganciare il secondo posto al pari dell’Ospitaletto mentre la Centese, prima, guadagnò il pass in anticipo. I tifosi invasero Piacenza in ogni modo: pullman, macchine private, treni forti di una rinnovata voglia di gioire.
E lo spareggio fu altamente spasmodico: sotto un caldo atroce i tempi regolamentari e supplementari terminarono 0-0 rendendo necessari i calci di rigore (vedi la sequenza completa). Il primo lo realizzò Piero Avanzi per il Mantova, al quale rispose il bresciano Mazzucchelli. Poi però proprio bomber Lino Mutti si fece parare il penalty da Cusin, mentre Peressotti portò avanti l’Ospitaletto. Si iniziava a temere il peggio quando Zaccheddu segnò per i biancorossi ma Rossi fece altrettanto per gli avversari. Poi però Macio Mazzi realizzò il suo rigore mentre Baiguera calciò sul palo esterno. Gli ultimi due furono decisivi: Ernesto Foglia piazzò una cannonata centrale e Nadir Brocchi, portiere, bloccò la conclusione di Aimo. Scatenando una invasione di campo straordinaria. Come epico fu il ritorno in città a sera inoltrata tra l’entusiasmo popolare.
A.S.
