Mantova, così non va. Dopo l’illusorio e convincente successo contro il Bari, sono arrivare due sconfitte consecutive in altrettante trasferte che complicano parecchio la già difficile corsa alla salvezza. Due ko per certi versi simili anche se rimediati contro formazioni diverse come qualità ed organizzazione di gioco.
Sia a Reggio Emilia come a Catanzaro la squadra di Modesto ha incassato lo svantaggio dopo pochi minuti di gara costringendosi ad una rimonta che non è arrivata in nessuno dei casi. Questo malgrado soprattutto nella ripresa il Mantova si sia fatto preferire agli avversari di turno mantenendo il pallino del gioco, provando a riaprirla con orgoglio e poco più. Alla resa dei conti tanti tiri, molti fuori dallo specchio della porta, tante buone intenzioni ma anche altrettanti errori ed imprecisioni. Davanti, dietro ed anche in mezzo al campo. Quindi zero punti, zero gol e tre incassati in una retroguardia che resta una delle più bucate della categoria.
Sono cambiati l’allenatore, il direttore sportivo, tantissimi giocatori ma non è cambiato nulla o quasi. Ovvero i limiti che c’erano prima sono rimasti, al di là della costruzione dal basso o del gioco verticale. I nuovi acquisti finora non hanno spostato gli equilibri verso il segno positivo, tranne rare eccezioni. Del resto si sapeva che molta gente arrivava da campionati diversi, qualcuno aveva bisogno di (ri)trovare una condizione accettabile ed in generale tutta la rosa, non eccelsa senza offesa per nessuno, aveva la necessità di integrarsi in un nuovo meccanismo di gioco. Fino al successo col Bari sembrava che il gioco fosse valso la candela, in queste ultime due sfide sono tanti i dubbi che riemergono per questo delicatissimo finale di campionato. Dove non può la qualità, serve almeno un carattere degno di una squadra che lotti col coltello tra i denti. Invece anche la grinta e la determinazione vengono spazzate via da errori individuali e collettivi che rendono poi inutile il generoso ma improduttivo forcing per recuperare. Nella partita singola, però alla lunga si rischia parecchio anche in funzione dell’obiettivo stagionale.
Cosa dire ancora? Restano 13 partite ma se non si dá una svolta netta, un’inversione di tendenza decisa e fondata sulla continuità le speranze rimangono a livello di pure intenzioni. Ed alla lunga la sfiducia potrebbe prendere il sopravvento. Le chiacchiere stanno a zero, come i punti rimediati nelle ultime due gare. Serve concretezza, continuità. Servono gol, punti. Serve attenzione in difesa, non errori che si ripetono con puntualità disarmante. Ora ci sono due partite casalinghe. Al di là del valore delle avversarie, per tenere accesa la flebile fiammella della speranza occorre fare risultato. Dando tutto e qualcosa di più. In caso contrario non resterà che fare ammenda e voltare pagina. Ma solo avendo la coscienza a posto.
A.S.
N.B. Fotografia pubblicata su gentile concessione di Mantova 1911 che ne detiene la proprietà
