Nel calcio una cosa è certa. Gli errori o gli episodi, in un senso o nell’altro, hanno il potere di incanalare le partite verso una determinata direzione. Fissando il risultato, positivo o negativo che sia, spostando umori e giudizi a seconda di come va a finire.
Gli errori si pagano, molto spesso, a maggior ragione con sfide tra squadre equilibrate, gli episodi ti possono premiare. Lo stesso vale per i cambi: chi entra e fa gol, come Marras con l’Entella o Buso con lo Spezia, dà immediatamente al tecnico la patente di mago, chi entra male come ad esempio Radaelli per Maggioni con l’Avellino, automaticamente investe l’allenatore di colpe vere o presunte.
La realtà, come sempre, sta nel mezzo. Nel senso che sono i giocatori a determinare. Davanti, dietro ed in mezzo. Il Mantova è una squadra che almeno per un’ora aveva confermato di stare bene: dominio assoluto o quasi, con 4 o 5 occasioni da gol nitide sbagliate o (punti di vista) sventate dal portiere avversario. Si respirava ottimismo, insieme alla rabbia per le solite opportunità non concretizzate. Non c’era nessuna avvisaglia sul fatto che l’Avellino, non si sa come, avesse potuto fare gol. Invece é bastata un’uscita sbagliata di un difensore per permettere agli irpini una rete tanto inattesa quanto improvvisa per dare una svolta diversa. Con un Mantova tanto impacciato e confuso alla ricerca di un pareggio che si faceva sempre più lontano ed appariva impossibile da raggiungere, fino al raddoppio che di fatto chiudeva la contesa.
L’equilibrio è merce rara. Avevamo messo in guardia dopo l’inebriante vittoria di La Spezia sul mantenere calma e serenità, insieme alla determinazione. Il Mantova è questo, nel bene e nel male, e se riuscirà a raggiungere la salvezza sarà un traguardo da mettere in cornice ed appendere in sede assieme agli altri trofei. È una squadra con buoni giocatori, soggetti a sbalzi di rendimento come tanti, che tra le loro caratteristiche non possiedono il cinismo. Citiamo le trasferte di Pescara, Empoli, la gara con la Carrarese per i casi più eclatanti. Come del resto é vero che con il Bari, il Palermo e l’Entella tre guizzi nel finale hanno prodotto punti. Condizionando giudizi e proclami. Signori, il Mantova è questo. Ora restano solo tre partite, più che mai, da non sbagliare. Da parte di portieri, difensori, centrocampisti, attaccanti e allenatore. Dopodiché le chiacchiere resteranno a zero e rimarrà solo la classifica a certificare il tutto.
A.S.
