Sport Week, Ciccio e Gabriele Graziani e Alessandro Micai ospiti d'onore della XII edizione

Si è chiusa con grande partecipazione di pubblico ed in particolare di giovani la XII edizione di Sport Week al parco pubblico di San Benedetto Po.

Nel corso della manifestazione sono stati diversi i personaggi di spicco che hanno preso parte alla kermesse tra cui Francesco “Ciccio” Graziani con il figlio Gabriele, Renato Copparoni, il mister Walter Di Domenico, Davide Zanasi attuale collaboratore tecnico della squadra Primavera della Reggiana Calcio.

La Fondazione Fila Museum ha svolto un camp per ragazzi dal 2008 al 2016 sul campo da calcio, capitanata da Francesco “Ciccio” Graziani campione del mondo 1982 attualmente opinionista su Sport Mediaset insieme a Renato Copparoni (più di 300 presenze in serie A come portiere), il mister Walter Di Domenico e il bomber mantovano Gabriele Graziani che ha vinto il campionato nazionale con la Primavera del Mantova. Tra gli altri ospiti presenti alla manifestazione Davide Zanasi attuale collaboratore tecnico squadra Primavera della Reggiana Calcio. “Ciccio” Graziani si è dichiarato “entusiasta” della manifestazione e ha fatto i complimenti agli organizzatori della Polisportiva presieduta da Fausto Solieri ed inoltre ha speso due parole sull’eliminazione ai Campionati Europei in Germania dell’Italia: “Peggio di così non poteva andare. Non ha funzionato niente. Rimprovero al commissario tecnico Spalletti i continui cambi di modulo. In quattro partite ha cambiato quattro volte e i calciatori non l’hanno aiutato. Tecnicamente eravamo più forti noi della Svizzera che invece ci ha dato una lezione di calcio. Quello che mi dispiace è che è andata in campo una nazionale senza identità”. Graziani senior ha fatto i complimenti al figlio Gabriele: “E’ stato bravo. Buon sangue non mente. Come allenatore, oltre alle regole, ai suoi ragazzi insegna educazione e rispetto”.

Tra i vari ospiti era presente anche Alessandro Micai, 30 anni, nato a Quistello, portiere e capitano del Cosenza (figlio d’arte visto il passato del papà e dello zio), formatosi nelle giovanili del Mantova con esperienze in C e in B (300 presenze) a Varese, Palermo, Como, Sud Tirol, Bari e sei mesi nella Salernitana in A. “Sono sempre stato tifoso biancorosso. Per la prima volta giocherò al Martelli dato che ho sempre giocato nei campetti di fianco. Sarà strano ed emozionante andare in ritiro e giocare contro il Mantova. Non vedo l’ora, spero che escano i calendari per vedere se Mantova-Cosenza si gioca presto. Il primo anno in Serie B dopo 14 anni in cui il Mantova non disputa un campionato cadetto sarà davvero emozionante e importante anche per la stessa città. C’è d’aspettarsi uno stadio pieno con un gran seguito di persone. Anche gli stessi giocatori proveranno un grande salto e poi chissà. Il Mantova merita questo palcoscenico. Speriamo un domani possa tornare in A come nel 2005”.

E sui giovani di oggi Micai ha aggiunto: “Ultimamente sembra tutto più facile. E’ il tempo del tutto e subito, complici anche i social che danno visibilità solo ai successi, alle cose belle ma non si vede più il processo che porta a determinati risultati dei grandi campioni. Si tene solo a vedere il risultato sportivo, quello finale ma sta scemando la tenacia, il percorso dell’allenamento, i sacrifici. Questi tempi stanno creando giovani molto più deboli a livello caratteriale. E’ anche vero che ci sono molte più possibilità di mercato rispetto a 10-20 anni fa. Un giovane a livello lavorativo può andare in giro per l’Europa invece di chiudere una carriera in Italia. Ci sono già ragazzini venduti al Chelsea, Manchester United, Stoccarda Werder Brema. I social hanno allargato la legge dei trasferimenti. Più facile fare carriera ma anche smettere perché c’è una grande e spietata concorrenza”. Aspettative future per Micai: “Poter vincere il campionato e riuscire ad approdare in Serie A per provare l’emozione di questo grande salto dopo 300 partite in serie B”.

Mauro Pinotti

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