Petrozzi: "San Lazzaro senza paura di nessuno, sono qui per dimostrare il mio valore"

“Mi sento molto carico per la nuova stagione”. Si presenta così Makris Petrozzi, nuovo allenatore del San Lazzaro, dopo una stagione da vice del Castiglione in Eccellenza e dopo aver fatto negli anni scorsi il doppio salto con l’Union Team.

Come si sente a ripartire come allenatore? “Sono prontissimo a ripartire. L’esperienza dell’anno scorso mi ha fatto crescere. Un’esperienza che riguarda tutti e che mi ha fatto sentire migliore. Quando sei in una squadra di Eccellenza, ci si avvicina tantissimo al calcio professionistico, con quattro allenamenti a settimana e giocatori che hanno militato in Serie A e B”.
Com’è il rapporto con i giocatori?Alcuni ha già avuto modo di allenarli?
“Per quel che riguarda i giocatori li conosco molto bene, alcuni li ho allenati come Corradini, Capucci e Negrini all’Union Team mentre tutti gli altri sono andato a vederli personalmente sui campi”.
Come si sente ad allenare in Promozione? “Speravo da tempo in una chiamata di una squadra di Promozione che qualche anno fa avevo conquistato sul campo con l’Union Team. Qui voglio davvero capire se sono in grado di fare l’allenatore a certi livelli”.
“Com’è il rapporto con il direttore sportivo Michele Jacopetti?” “Per lui posso spendere solo parole positive. Mi sono trovato d’accordo su quasi tutto e c’è molta chiarezza tra di noi”.
“Quali squadre teme quest’anno?” “Delle avversarie non temo nessuno. Non è il mio modo di pensare il calcio, noi vogliamo dare fastidio a tutti facendo crescere i nostri giovani. Sicuramente tra le favorite abbiamo Asola, Marmirolo, Pavonese e Vobarno”.
“Per quanto riguarda il mercato?” “Il mercato può dirsi chiuso ma restiamo alla finestra per ulteriori opportunità. Abbiamo ringiovanito una squadra già giovane, con giocatori dal 2004 al 2006 pur mantenendo lo zoccolo duro della rosa dello scorso anno”.
Petrozzi, 31 anni originario di Foggia e per anni residente a Casalmaggiore (CR), vanta un passato da calciatore del Parma, interrotto per un infortunio al ginocchio ai tempi del crack Parmalat. Oggi vive con la moglie a Porto Mantovano e lavora come operaio.
L.S.
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