Andrea Loda (Moglia): "Non avrei potuto concludere meglio la mia carriera"

Il pallone é il mio migliore amico: una delle prime puntate del mitico cartone animato degli Anni 80 “Holly e Benji” s’intitolava più o meno così. Per Andrea Loda è stato il modus vivendi dall’età di cinque anni fino a pochi giorni fa, quando ha appeso definitivamente le scarpe al chiodo. E lo ha fatto nel miglior modo possibile, trascinando il suo Moglia in Prima Categoria, grazie alla seconda promozione nelle ultime due stagioni. “Per me è finita in tutta i sensi –sorride Andrea– é stato un anno bellissimo, forse ancora più dell’anno scorso perché più sofferto ma anche più divertente. Rispetto al campionato di Terza, quello di Seconda è stato più competitivo e quindi è stato più faticoso riuscire a vincerlo. L’anno passato, con la seconda bambina in arrivo, stavo già maturando la decisione di smettere vuoi per gli acciacchi, le energie che si stavano esaurendo e soprattutto le esigenze famigliari. Inoltre, in estate sono stato costretto a operarmi ai legamenti della caviglia e ciò mi ha convinto ulteriormente che questa sarebbe stata la mia ultima annata da calciatore”.

 

STAGIONE 2025/26

“A Moglia –spiega Loda– ero stato qualche anno fa, conoscevo già Mattia Braga ed è stato lui a contattarmi e illustrarmi il progetto che ho trovato molto interessante. Ero reduce da un’operazione al menisco e ripartire dalla Terza sarebbe stata la cosa migliore, inoltre ho trovato una società molto seria e allora mi sono detto, perché no? Anche se sapevo che il viaggio sarebbe durato poco, ho fatto la scelta giusta: non avrei potuto concludere meglio la mia carriera”. “Non credo –prosegue– che la società avesse come obiettivo principale il secondo salto di categoria consecutivo, sicuramente c’era la volontà di fare bene e magari raggiungere i play-off. Noi sapevamo di essere un gruppo forte, abbiamo sempre creduto in noi stessi e i nuovi acquisti ci hanno fatto fare il salto di qualità. La partita della svolta è stata sicuramente quella vinta a Soave 3-0 nel girone d’andata: loro erano primi in classifica e con quella prestazione abbiamo capito quanto eravamo forti”.

 

LA CARRIERA

“Ho cominciato –racconta Andrea– a tirare i primi calci a 5 anni, uscivo da scuola e mezz’ora dopo ero già all’oratorio a giocare a pallone, me lo portavo dietro ovunque. Fino a 12 anni ho militato nel Viadana, poi sono stato all’Inter Club Parma fino ai 17. Successivamente, sono passato alla Meletolese in Serie D dove ho trascorso la bellezza di sette stagioni. E poi Reggiolo, Campagnola, la prima parentesi al Moglia, Futura dove ho vinto il campionato di Seconda e, infine, Dinamo Gonzaga dove sono rimasto fino al 2024 prima di tornare qui”. “Se dovessi indicare –aggiunge– la tappa più bella di questo lungo viaggio, direi la prima stagione alla Meletolese vissuta fra la Juniores e la Prima squadra, durante la quale mi sono misurato con il calcio dei grandi. E poi naturalmente questi ultimi due anni nel Moglia, anche se mi sono trovato benissimo in tutti i club in cui sono stato”.

 

FUORI DAL CAMPO

“Sono nato a Viadana il 6 febbraio 1988 –conclude– lavoro come magazziniere in un’azienda metalmeccanica di Guastalla (RE) e vivo con mia moglie e le nostre due e figlie, una di quasi cinque anni e una di otto mesi. Il mio idolo é sempre stato Roberto Baggio e non potrò mai dimenticare il suo 200esimo gol, in quel Parma-Brescia del 14 marzo 2004 visto allo stadio Tardini. Ma quello più bello rimane quello segnato alla Juventus nel 2001, su lungo lancio di Pirlo e con quel fantastico controllo orientato con il quale ha messo a sedere Van Der Sar. Quest’anno ne ho segnato uno simile alla New Castellucchio ma purtroppo me l’hanno annullato. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta”.

S.A.

 

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