C’è chi sostiene che il calcio sia solo un gioco. Non credetegli mai. Dentro al pallone c’è tutto: un intreccio fitto di fili e collegamenti con innumerevoli ambiti della vita: cultura, scienza, persino filosofia.
Prendete Georg Wilhelm Friedrich Hegel, per esempio. Se fosse vissuto ai tempi del calciomercato, probabilmente avrebbe trovato conferme per una delle sue intuizioni più profonde: la verità non è mai immediata, non è mai lineare, ma nasce sempre da uno scontro.
Una voce, poi il suo contrario, poi qualcosa di nuovo. È la dialettica, che nella filosofia del maestro tedesco è il motore della realtà: ogni affermazione genera il proprio opposto e dal conflitto tra le due nasce una sintesi che non coincide mai perfettamente con le posizioni iniziali.
Ora cambiamo scenario. Lasciamo i libri e spostiamoci in un bar di provincia, a bordo campo o dentro una chat che vibra di messaggi. “È fatta”; “Salta tutto”; “Attenzione, si è inserita un’altra pretendente”. Eccola, la dialettica hegeliana, che qui cambia nome trasformandosi in calciomercato. Una narrazione in continua evoluzione.
Nel mezzo ci sono dirigenti, procuratori, giocatori, addetti ai lavori e non solo. Fonti che alimentano il racconto, lo piegano, lo spingono, finché la realtà prende forma con una trattativa che si concretizza, salta o viene archiviata tra i sogni di mezza estate, producendo così la sua sintesi finale. Che, come insegnava Hegel, non è mai semplice conferma o negazione, ma sempre qualcosa di diverso e nuovo. E allora, forse, questo chiacchiericcio non è solo rumore. È parte del processo. Anzi, è il processo stesso.
Da questo cortocircuito tra filosofia e pallone nasce Radio Scarpa, una rubrica che vuole valorizzare voci di corridoio, soffiate, indiscrezioni. Un terreno sul quale si troverebbe a meraviglia il mitico Conte Mascetti interpretato da Ugo Tognazzi. Il suo celeberrimo monologo in “Amici Miei” del 1974 calza benissimo con le acrobazie giornalistiche che imperversano a bocce ferme, quando il calcio giocato lascia il posto alle fantasie e le suggestioni estive.
“Tarapìa tapiòco! Prematurata la supercazzola, o scherziamo? No, mi permetta. No, io… scusi, noi siamo in quattro…come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribài con cofandina? Come antifurto, per esempio?”
Esploreremo il gioco delle parti, i desideri segreti, i corteggiamenti e i sussurri. Perché, come ci ha insegnato il Conte Mascetti, in fondo il calciomercato é il non plus ultra della Supercazzola, ma con i verbi al condizionale.
