Matteo Mortara (Porto 2005): "Allo Sporting 4 anni bellissimi ma domenica non ci saranno amici"

Domenica prossima i fari saranno puntati sul derby d’alta classifica di Prima categoria fra Porto 2005, terzo con 20 punti, e Sporting Club primo a quota 23. Una sfida dal sapore speciale per i tanti ex e in particolare Matteo Mortara, 25enne difensore, che per la prima volta affronterà i suoi vecchi compagni. “In vista di un match così importante -sottolinea l’ex di turno- le motivazioni vengono da sole, specie dopo aver trascorso quattro bellissimi anni e aver lasciato tanti amici allo Sporting. Ma domenica, almeno per novanta minuti, metteremo tutti l’amicizia da parte e cercheremo di vincere ognuno per la propria squadra”.

 

STAGIONE 2024/25

“Al Porto -spiega Mortara- mi sto trovando benissimo, c’è un bel ambiente e un bel gruppo e sono felicissimo della mia scelta. Sono arrivato assieme ad Alberini e Di Benedetto e ho ritrovato dei compagni storici come Guidi e D’Ambrosio. Finora ho giocato tutte le partite e sono molto contento, la squadra sta andando bene e il nostro obiettivo è arrivare in zona play-off. Peccato per lo scivolone contro il Pescarolo quando abbiamo perso 3-0 nonostante una gara dominata, e per il pareggio di domenica scorsa sul campo del Leoncelli perché ci siamo fatti raggiungere al novantesimo. Speriamo di rifarci nel derby e, se dovessi segnare, penso che festeggerei anche perché al massimo faccio due gol a campionato e quindi ho poche occasioni per esultare”.

CARRIERA

“Ho militato -racconta Matteo- nelle giovanili del Brescia dai 13 ai 17 anni, poi ho giovato per tre stagioni in Serie D prima al Lecco, poi alla Clodiense e nel terzo anno la prima metà al Villafranca e la seconda al Calvisano Desenzano. Successivamente, sono sceso in Eccellenza al San Lazzaro nella stagione poi interrotta causa Covid e infine negli ultimi quattro anni allo Sporting Club. Il mio ruolo è sempre stato quello di difensore centrale che ha nel gioco aereo e nell’anticipo le sue doti migliori”.

FUORI DAL CAMPO

“Nella vita -conclude- lavoro come elettricista dopo essermi occupato per anni d’installazione e vendita di impianti fotovoltaici. In famiglia siamo equamente divisi fra rossoneri e bianconeri: io e mia madre tifiamo Milan e invece mio padre e mia sorella sono juventini. Il mio idolo è Kakà e ogni tanto riesco ad andare a San Siro a vedere la mia quadra del cuore”.

Stefano Aloe

 

 

 

 

 

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