Davide Marmiroli (Dinamo Gonzaga): "La società è ambiziosa, stiamo lavorando bene ma siamo solo a metà del cammino"

Dopo un girone d’andata che ha visto grande alternanza in vetta alla classifica del Girone N di Seconda categoria, è stata la Dinamo Gonzaga a laurearsi campione d’inverno con 29 punti. E dal prossimo 12 gennaio, alla ripresa del campionato, la lotta si preannuncia veramente serrata e appassionante per la promozione in Prima. Come conferma Davide Marmiroli, tecnico della formazione capolista: “Ci sono state delle difficoltà come in tutti i gironi e forse inizialmente le abbiamo un pò sottovalutate, poi però siamo stati bravi a raddrizzare la rotta e chiudere l’andata in testa. Ma siamo soltanto a metà del cammino. La società è ambiziosa e vuole migliorare il risultato dello scorso anno, ed essendo arrivati secondi è chiaro che non esistono molti modi per riuscirci se non vincere il campionato”.

 

STAGIONE 2024/25

“Abbiamo affrontato tutti -sottolinea Mister Marmiroli– e adesso conosciamo meglio i nostri avversari, la classifica vede cinque squadre in pochi punti e tutte possono ambire al primo posto. A inizio stagione la nostra idea era quella di segnare un gol in più e forse siamo stati troppo ottimisti e spavaldi; in seguito, incontrando squadre chiuse e agguerrite, abbiamo pensato invece a subire un gol in meno, consapevoli del nostro potenziale d’attacco e cambiando tipo di approccio alle partite. Il record d’imbattibilità di Pradella ne è la conseguenza, non soltanto per i suoi meriti ma anche per aver limitato molto le conclusioni verso la nostra porta”. “Quel 5-0 rimediato contro la Rapid Olimpia -ricorda l’allenatore suzzarese– è stato un incidente di percorso, dovuto anche al fatto che il gol subito dopo soli tre minuti è coinciso con l’infortunio del nostro capitano. Comunque, come diceva Boskov ‘meglio perdere una partita 5-0 che cinque partite per 1-0’ e infatti dopo quel ko abbiamo cambiato qualcosa a livello tattico e io stesso ho compreso meglio la dimensione della Seconda categoria in cui non avevo mai allenato prima”.

 

UNA VITA IN PANCHINA

“Ho iniziato ad allenare casualmente -racconta Marmiroli– all’età di 31 anni a Correggio in Eccellenza: il nostro allenatore dell’epoca aveva rifiutato, io da due anni avevo preso il patentino e così ho cominciato nel doppio ruolo di giocatore/allenatore. In totale, sono stato almeno dieci anni sulla panchina della Correggese in quella che è stata la mia esperienza più duratura. Tra le tappe principali, ci sono state la Casalese dove ho vinto il campionato di Eccellenza, Marmirolo, Suzzara, Castellucchio dove ho fatto due promozioni e Casalromano dove siamo stati promossi il Promozione. In tutto sono praticamente 33 anni da allenatore, contraddistinti da molte soddisfazioni ma anche da alcuni esoneri che fanno parte del gioco. Il mio rapporto con i calciatori è sempre stato più da fratello maggiore che da sergente di ferro nel senso che ho sempre avuto come priorità la gestione del gruppo”. “Come allenatore -continua- c’è una persona che ringrazierò sempre ed è Giancarlo Tassi che mi ha portato a Correggio e mi ha fornito dei preziosi insegnamenti su come gestire la squadra e avviato su questa strada. La passione per il calcio deriva tutta da mio padre che è stato calciatore in Serie B e poi allenatore anche del Mantova in Serie D, nonché osservatore per il grande Italo Allodi quando rivestiva il ruolo di direttore generale prima all’Inter e poi alla Juventus”.

 

FUORI DAL CAMPO

“Dallo scorso 1 settembre sono in pensione dopo 38 anni da insegnante di Scienze Motorie, soprattutto a Mantova presso l’Istituto Tecnico Economico Statale ‘Alberto Pitentino’ e l’Istituto Tecnico Tecnologico ‘Carlo d’Arco’”.

Stefano Aloe

 

 

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