Nato a Belfiore d’Adige, in provincia di Verona sul confine con Vicenza, Sergio Girardi (nella foto in maglia Genoa accanto a Dino Zoff) venne acquistato giovanissimo dal Mantova dove si fece le ossa nel vivaio. Il promettente portiere bruciò le tappe e venne fatto debuttare in A in Prima squadra. Lo acquistò l’Inter che poi lo girò al Palermo dove rimase 4 anni tra B ed A. La sua carriera proseguì al Genoa per poi concludersi di fatto ancora in maglia biancorossa: altri 4 campionati di C dal 1980 al 1984, passando in mezzo al primo fallimento della storia del club. In realtà Girardi poi giocò anche una stagione in D al Ravenna prima di appendere definitivamente le scarpe al chiodo e stabilirsi a Mantova.
DUE PIAZZE STRAORDINARIE
“A Mantova posso dire che devo quasi tutto -commenta l’ex portiere– perché mi ha preso ragazzino, mi ha svezzato, mi ha lanciato nel mondo del calcio importante e poi mi ha anche ripreso quando ero a fine carriera. Vivo qui da anni, sono affezionato alla città ed alla sua gente, posso anche dire che seguo con simpatia e trasporto la squadra. Che è tornata finalmente grazie a questa dirigenza ed a questo allenatore nelle categorie che le competono. Però non posso dimenticare nemmeno il periodo trascorso a Palermo, dove fui benvoluto e trattato benissimo da tutti ed ho ancora amici di vecchia data. Sono due piazze straordinarie, che ho avuto la fortuna di vivere entrambe in Serie A: con stadi pieni e pubblico appassionato e entusiasta. Palermo rappresenta la Sicilia, Mantova una provincia che si ricompatta per la sua squadra”
SPERO VINCA IL MANTOVA
“Se devo esprimere un augurio, spero che il Mantova possa fare il colpaccio. Per l’affetto che porto alla società che mi ha dato tanto ma anche per la posizione di classifica che ultimamente si è fatta un po’ delicata. È chiaro però che i valori pendono più dalla parte del Palermo, che ha costruito una rosa per puntare alla promozione e si è ulteriormente rinforzata al mercato di gennaio. Non me ne vogliano i miei amici palermitani, non sarà facile ma mi auguro che i biancorossi ce la facciano. Ho seguito alcuni allenamenti l’estate scorsa, mi piace il progetto del presidente Piccoli e pure il gioco di Mister Possanzini. Siamo tornati ai tempi della passione del mio debutto, è fondamentale mantenere la categoria”.