Tre partite, tre vittorie: da quando si è seduto sulla panchina del Borgo Virgilio, Alberto Garavaldi non poteva sognare esordio migliore di questo: “Meglio di così -sorride- non poteva andare ma di certo non ho la bacchetta magica”.
STAGIONE 2025/26
“Ero preoccupato del calendario -sottolinea- perché affrontare Soave, Roverbellese e Medolese non sarebbe stato affatto facile. Ma ho ereditato una squadra forte e ben allenata cui ho dato i miei principi, la mia organizzazione e tanta sfrontatezza. Questi calciatori avevano bisogno di cambiare atteggiamento e i risultati ci stanno dando ragione”. “Comunque sia –prosegue il neo tecnico del Borgo Virgilio– dobbiamo aspettare prima di fare previsioni su dove potremo arrivare. Finora la riposta dei ragazzi è stata ottima ma abbiamo bisogno di consolidarci e vedere come reagiremo quando andremo in svantaggio oppure quando affronteremo avversarie meno forti”. “La conoscenza con Marco Giazzi -aggiunge- è stata determinante nel mio approdo al Borgo Virgilio, dato che già l’anno scorso mi voleva alla guida della Juniores Regionale della Rapid Olimpia e avrei potuto fare il vice di Mussetola in Prima squadra”.
LA CARRIERA
“Da calciatore –ricorda Garavaldi– ho fatto le giovanili nel Rapid Viadana dagli Under 16 fino alla Juniores, poi ho esordito in Prima squadra e giocato stabilmente in Eccellenza vincendo parecchio. Successivamente sono passato al Dosolo dove abbiamo fatto la storia conquistando la Promozione e mi sono ritirato a 32-33 per problemi al ginocchio”. “Una volta smesso di giocare -spiega- ho messo su famiglia, avevo bisogno di staccare la spina e contemporaneamente mi sono dedicato ad attività di tipo commerciale. Ma ho continuato a seguire il calcio dilettantistico e piano piano mi è tornata la voglia di rientrare nel giro come allenatore. Nel 2018 ho frequentato il corso da allenatore Uefa B insieme a Tano Caridi, Fantini, Pandolfo, Esposito e Siniscalchi e ho iniziato allenando le giovanili e poi la Prima squadra del PSG in Prima, poi c’è stata la breve parentesi Pomponesco. Per una stagione ho studiato presso il Brescello Piccardo in Eccellenza e poi ho collaborato con le giovanili del Lentigione che milita in Serie D ed è stata un’esperienza che mi ha permesso di affinare le mie conoscenze”. “Io prediligo l’utilizzo del pallone al 100% -conclude- replicando in allenamento tutte le situazioni che possono verificarsi in campo. La parte fisica-atletica è compresa nel lavoro con la palla e la mia idea è appunto quella di proporre gioco e utilizzare l’attrezzo in tutte le sue dinamiche”.
NELLA VITA PRIVATA
“Sono nato a Viadana il 3 aprile 1977, residente a Pomponesco e lavoro come impiegato nel settore amministrazione controllo e finanza di un’azienda alimentare. Il mio hobby preferito è il trekking: da aprile e luglio passo il weekend in montagna, in particolare in Val di Fassa. Come calciatore ammiravo Zvonimir Boban e come allenatore mi ispiro a Maurizio Sarri, soprattutto quando allenava Empoli e Napoli. Sono tifoso del Parma dal 1990, l’anno della promozione in Serie A. Tutto ciò che ho fatto nel calcio, l’ho fatto per passione e in memoria di mio padre Sergio che mi ha sempre seguito fin da bambino ed è scomparso a maggio di un anno fa”.
S.A.
