La palla adesso è ferma davvero, o quasi. Manca una partita ma l’obiettivo é stato centrato con una progressione ed una autorità straordinarie. Certo, se si facesse il miracolo dei playoff si entrerebbe quasi nella storia del Mantova, però non bisogna mai dimenticare da dove si era venuti. Ovvero da un penultimo posto e da un ambiente depresso, demotivato e pronto a retrocedere mestamente in C.
Invece…invece è bello quando vince il Mantova, quando il suo vecchio stadio ribolle di entusiasmo, quando la gente esce col sorriso stampato in volto e ti dà pacche sulle spalle. Piccoli, Rinaudo, Modesto e la sua truppa di ragazzi ci hanno regalato un’impresa pazzesca, che i nipotini non dimenticheranno mai. Ci piace pensare che la palombella di Benaissa rimanga a imperitura memoria nella storia del club quasi, senza timore di mancare di rispetto, il colpo di testa in tuffo di Schnellinger contro la Sampdoria.
Non vogliamo fare statistiche sui punti che ha fatto Modesto, né su quelli di Possanzini. Che ha tanti meriti nei due anni passati, come lo stesso Botturi che ha portato anche quest’anno giocatori come Castellini e Marras che spesso hanno fatto la differenza. Una squadra di calcio per la quale batte il cuore di una intera provincia che si aggrappa orgogliosa ai suoi colori. Le analisi tecnico tattiche le faremo, semmai, a campionato finito. Adesso basti un immenso grazie, a caratteri cubitali, agli artefici di questo sogno dai contorni della realtà.
Grazie Mantova 🤍❤️
A.S
N.B. Fotografia pubblicata su gentile concessione di Mantova 1911 che ne detiene la proprietà
