Solo un paio di battute sull’amaro 0-5 che ha chiuso il campionato del Mantova facendo un po’ storcere la bocca ai tifosi biancorossi. Leggetevi le statistiche della gara e poi ne riparliamo.
Possesso palla: Frosinone 42.7%, Mantova 57.3%; Tiri in porta: Frosinone 8 (rigore e autorete compresi), Mantova 5; Tiri totali: Frosinone 15, Mantova 16; Pali / Traverse: Frosinone 1, Mantova 0; Fuorigioco: Frosinone 2, Mantova 1; Falli commessi: Frosinone 16, Mantova 11; Ammonizioni: Frosinone 3, Mantova 2; Espulsioni: Frosinone 0, Mantova 0; Angoli: Frosinone 8, Mantova 3.
Vi sembrano tali da poter giustificare un passivo tanto pesante ai danni della squadra di Modesto? A noi, che oltretutto eravamo là allo Stirpe, no. Diciamo una cosa: era una festa annunciata, con tutta la città ciociara che da una parte non vedeva l’ora di far partire la gioia, dall’altra temeva sotto sotto che il Mantova potesse ripetere ai loro danni lo scherzetto fatto al Monza. Grazie al quale, i frusinati non dovrebbero mai dimenticarlo, la squadra di Alvini ha potuto presentarsi davanti ai brianzoli in pole position.
Quindi il Frosinone é partito determinato a chiudere subito il conto e con l’ausilio di un rigore che resta dubbio anche dopo 100 visioni al Var, ha aperto la partita. Poi c’è stata la carambola Cella-Castellini per il 2-0 e da lì il Mantova ha dominato per un’ora. Fino all’errore di Castellini (uno dei rari in stagione) che a metà ripresa ha dato il via alla festa per la A. In definitiva, tutto ruotava dalla parte del Frosinone, certamente più forte, contro un Mantova poco fortunato ed arrivato a fine stagione stanco ma soprattutto con una rosa ridotta all’osso in ogni reparto. Ecco spiegato lo 0-5, senza nulla togliere al Frosinone
Guardiamo avanti partendo da dietro. Ovvero dall’impresa miracolosa certificata la scorsa settimana dai biancorossi. Il Mantova è arrivato nono in classifica, ovvero dalla parte sinistra, dopo che a gennaio pochi avrebbero giurato sulla salvezza, molti si sarebbero accontentati dei playout. Anche dopo il mercato di gennaio. Invece la risalita firmata Piccoli, Rinaudo, Modesto, il suo staff ed il gruppo dei giocatori vecchi e nuovi, è stata esaltante. Al netto degli errori compiuti che restano e vanno analizzati con calma e serenità per preparare la prossima stagione. Il Mantova di Modesto ora ha un’identità precisa sulla quale bisogna lavorare. Se il tecnico di Crotone, come pare certo, resterà al timone le idee sono chiare per disegnare una rosa più forte e qualitativa per vivere un campionato meno sofferto. Potenziando i vari reparti con elementi più adatti ai concetti del Mister avendo i mesi del mercato estivo davanti, non pochi giorni della finestra invernale. Questo é l’auspicio di tutti, ovvero una integrazione su un troncone già strutturato. Qualora invece ci fossero novità partendo proprio dal fronte tecnico, occorrerebbe fare altri discorsi.
Intanto archiviamo in tutta fretta questo amaro scivolone e diamo un’occhiata alle spalle. Dove ci siamo lasciati, qualcuna addirittura retrocessa, squadre che a lungo ci sono state davanti durante il campionato. Non per ripicca o orgoglio deteriore ma per ribadire che nel calcio i soldi sono importanti ma lo sono anche di più le idee, la base solida ed una intelligente programmazione. Per ora grazie a tutti, nessuno escluso.
A.S.
N.B. Fotografia pubblicata su gentile concessione di Mantova 1911 che ne detiene la proprietà
