Luca De Martino (Sporting Club): "Fortunato di far parte di questa grande famiglia, giocatori e staff eccezionali"

Dopo le esperienze in Serie D con la Puteolana e la finale scudetto raggiunta alla guida della Primavera della Juve Stabia, dal marzo 2023 Luca De Martino siede sulla panchina dello Sporting Club con cui ha raggiunto due volte i play-off e attualmente comanda la classifica del Girone G di Prima categoria. Il 10 dicembre ha compiuto 41 anni, lo ha fatto in veste di capolista e si augura di ritrovarsi nella stessa posizione in primavera. “E’ bello festeggiare il compleanno -sorride il tecnico dei goitesi– al primo posto anche se siamo in coabitazione ma credo che questo non possa farci che bene in quanto ci sarà di stimolo per continuare a migliorarci”.

 

STAGIONE 2024/25

“Siamo partiti -sottolinea l’allenatore dello Sporting– con l’obiettivo di migliorare il risultato ottenuto la scorsa stagione e d’altronde a chi non farebbe piacere vincere e conquistare la promozione diretta? Non sono d’accordo con chi sostiene che questo campionato sia più facile di quello passato, c’è sicuramente molto più equilibrio e non ci sono quelle 4-5 corazzate di un anno fa, quando siamo comunque entrati nei play-off. Le differenze erano molto più ampie da colmare mentre invece adesso il divario si è assottigliato e, infatti, le nostre due sconfitte sono arrivate contro avversari di media classifica ma disposte bene in campo e con buoni giocatori e idee di gioco”. “L’aspetto che mi fa stare più sereno -continua- è la consapevolezza di avere a disposizione un gruppo di grandissimi uomini e di ragazzi che mi seguono alla lettera, insieme ai quali stiamo creando un’atmosfera di fratellanza. Lo Sporting è come una grande famiglia che restando unita sa affrontare e superare qualsiasi difficoltà e da questo punto di vista mi sento davvero tranquillo e protetto”. “Personalmente -aggiunge Mister De Martino– il 2024/25 rappresenta il mio primo vero anno sulla panchina dello Sporting perché la scorsa stagione è stata il cosiddetto anno zero: non conoscevo tante cose, sia dei nostri giocatori che degli avversari, quindi avevo bisogno di comprendere e capire il contesto in cui mi muovevo. Dopo un anno di apprendistato in una realtà come quella lombarda, una realtà diversa e superiore come livello rispetto a quella da cui provengo, ora mi sento più sicuro e consapevole delle mie scelte”.

 

DAL CAMPO ALLA PANCHINA

“Sono nato calcisticamente -ricorda il tecnico partenopeo– giocando in strada e all’oratorio, è stato mio padre a indirizzarmi verso questo sport e da calciatore ero un difensore centrale che trascinava i compagni e non mollava mai, ma soprattutto ero un pensatore. L’idea di allenare è venuta spontanea perché ho sempre desiderato e sperato di incontrare qualcuno che mi spiegasse meticolosamente l’essenza del gioco del calcio. Ed è proprio questo ciò che cerco di fare io con i miei ragazzi, ovvero apprendere sempre più metodologie diverse d’allenamento e trasmetterle a loro, lavorando con cura sui dettagli. L’allenatore fa parte di un progetto e io mi ritengo fortunato di far parte di un progetto importante come quello dello Sporting Club: una società sempre presente, uno staff eccezionale e dei calciatori eccezionali”.

 

NELLA VITA

“La mia attività principale -spiega De Martino– è quella di padre e di marito, avendo la fortuna di avere quattro figli stupendi e una moglie fantastica. Vivo a Cerese di Borgo Virgilio e nella vita sono coordinatore di un alloggio per minori, amo la musica neo melodica napoletana e mi piace conoscere tutto della provincia che mi ha accolto veramente bene, dal territorio alla cucina. Sono un calciofilo nato nel senso che quando ho tempo vado a seguire gli allenamenti delle altre squadre per vedere come lavorano i miei colleghi allenatori e cerco di tenermi costantemente aggiornato”. “Più che essere tifoso del Napoli -conclude- io ho il sangue azzurro nelle vene e solo per la squadra di calcio ma per tutta la mia città e mi riferisco al sole, al mare, alla pizza, al caffè, a Totò, a Pino Daniele e tutto ciò che appartiene alla nostra cultura. Nei rapporti con le altre persone, cerco sempre di esprimere la mia napoletanità“.

Stefano Aloe

 

 

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